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Paragrafo 4 . Povert e assistenza.

     
Altro pesante costo sociale dell'industrializzazione fu il pauperismo,
ossia la diffusione di uno stato di miseria endemica tra larghi strati
della  popolazione. La povert, infatti, non si limitava a colpire  le
tradizionali  categorie di bisognosi, ma era una minaccia  costante  e
spesso una tragica realt per moltissimi

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lavoratori:  per  i contadini espulsi dalle campagne in  seguito  alla
trasformazione capitalistica dell'agricoltura; per gli  operai  e  gli
artigiani rimasti disoccupati a causa della crescente meccanizzazione,
delle ricorrenti crisi economiche, del massiccio impiego di donne e di
bambini.
     Il  problema  fu  affrontato dalle istituzioni  statali  in  modo
prevalentemente  repressivo, in seguito anche  alla  diffusione  delle
teorie  liberiste.  Queste  infatti, non prevedendo  alcuna  forma  di
intervento dello stato nel sistema economico, consideravano la povert
una  conseguenza della pigrizia delle classi subalterne, accusavano  i
poveri  di essere parassiti della societ e ritenevano che la  carit,
consentendo  loro  di vivere senza lavorare, ne facesse  aumentare  il
numero.  In  molti  stati europei vennero adottate  misure  contro  il
vagabondaggio  e l'accattonaggio. Nel 1834 in Inghilterra  fu  abolita
ogni  forma  di  assistenza  basata  sull'aiuto,  il  soccorso  e   la
sovvenzione  e  vennero istituite case di lavoro  (Workhouses),  nelle
quali gli indigenti erano costretti a lavorare duramente in cambio  di
un  salario  da  fame,  divisi  secondo  il  sesso  e  l'et,  con  la
conseguente  separazione delle mogli dai mariti  e  dei  genitori  dai
figli. L'esempio dell'Inghilterra fu seguito da vari paesi europei.
     Le  tradizionali forme di assistenza a favore dei poveri ritenuti
pi  meritevoli,  i  vecchi,  i  bambini  e  i  malati,  comunque  non
scomparvero  completamente.  Gli stessi lavoratori  inoltre,  sin  dai
primi  dell'Ottocento, cominciarono a riunirsi in associazioni, spesso
denominate  Societ  di  mutuo  soccorso,  per  affrontare  grazie  al
reciproco  aiuto  i principali problemi economici e sociali.  Ad  esse
aderivano  spesso anche i datori di lavoro, i quali in molti  casi  ne
erano  i  promotori  o  i  pi  importanti sostenitori,  anche  perch
vedevano  nelle  iniziative assistenziali  un  mezzo  per  ridurre  la
conflittualit con i lavoratori.
